l'Erbavoglio delizie - cucina  vegan

Chi Siamo

Siamo tre sognatori, forse un po' matti, che si sono lanciati in quest'impresa rincorrendo un'idea: dimostrare che si può mangiare bene e rispettare ogni forma di vita...
Ormai da un decennio vegetariani a nostra volta e simpatizzanti vegan, da anni sperimentiamo su amici (più o meno accondiscendenti!) le nostre "invenzioni" in cucina!

Nel dettaglio, ci presentiamo:

Luciano...il capo cuoco
Classe '79, l'unico della truppa ad avere una preparazione scolastica nel campo della ristorazione, si è diplomato all'alberghiero Buontalenti di Firenze. Ne è uscito con un'ottima preparazione  nella tecnica culinaria, ma il suo risultato di maggior spicco è sicuramente l'essere riuscito ad ottenere quasi il 100% del prezzo di copertina del libro di inglese rivendendolo l'anno successivo...non solo intonso, ma ancora nel cellophane e con tanto di audiocassetta! Dopo aver lavorato in vari ristoranti e hotel, un bel giorno decide che ne ha abbastanza della ristorazione tradizionale e per 5 anni...vende cellulari! Poi il colpo di testa, il trasferimento da quel di Paperino (per chi non lo sapesse è un paese che esiste davvero, in provincia di Prato!) ad Arezzo per lanciarsi nell'impresa: rindossare il cappello da cuoco (o meglio, la bandana) ma stavolta a modo suo! Ovviamente tutto questo coadiuvato e sostenuto dal suo più fedele amico, il buon Pincio...cane con tendenze vegetariane e perfino vegan, visto che preferisce di gran lunga ai suoi croccantini uova sode e...ceci e cous-cous!

Lisa...la capo sala

Classe '76, da piccola voleva fare il vigile...voci di corridioio volevano però che i vigili non avessero la pistola e, vero o no, non ha voluto rischiare e ha abbandonato l'idea, verso i 7 anni di età. Senza nessuna cognizione di causa, si iscrive al benemerito Calamandrei, Istituto Tecnico Commerciale di Sesto Fiorentino, verso le cui materie principali, coltiva e nutre un sano e incommensurabile odio, nonchè davvero scarsa attitudine... Nonostante questo, trova sfortunatamente lavoro in uno studio commerciale, del quale rimarrà prigioniera per un decennio...finchè scoppia la bomba (in realtà ben più di una, ma non è questo il tempo e il luogo per spiegarvele tutte...)! In poche parole, si licenzia, si prende un anno sabbatico, si trasferisce a Arezzo e segue le sue vere passioni (era l'ora!) nelle quali ottiene invece ottimi risultati: la storia e la cinofilia (strana accoppiata, invero...). Attualmente quindi, oltre ad essere la capo-sala (della quale ha l'assoluto e totale controllo, visto che c'è solo lei!) studia Scienze dell'Antichità alla facoltà di Lettere di Arezzo e fa un corso per educatore cinofilo a Milano (...comodo). Gli insegnamenti del corso milanese vengono testati su Duna, la sua Fox Terrier, senz'altro il miglior modo di fare pratica (se ce la fa con lei...): simpatica cagnetta, abbaiona, litigiosa, con tendenze killer, impertinente e testarda testa di legno...(sui libri troverete dei fox che sono "vivaci e indipendenti"...v. sopra!).


Monia...la capo-pasticcera(sì, insomma, siamo tre soci alla pari, quindi ognuno doveva essere capo-qualcosa)

Classe '76, le prime foto in posizione eretta la ritraggono già ai fornelli... Dopo un variegato percorso di studi e lavori (nel quale la sola cosa attinente con il cibo è, dopo la laurea in biologia, un master in nutrizione umana e un paio di anni di professione da nutrizionista) decide che un secondo lavoro (...o primo? Vedremo!) da capo-pasticcera e aiuto-cuoco potrebbe fare al caso suo... Già da tempo, per uso personale (e quindi non perseguibile penalmente!) prova tutto ciò che il mercato offra a chi vuole fuggire sia dalle grandi marche industriali di dolci e dolcetti pieni di schifezze, sia dagli ingredienti di origine animale e dallo zucchero raffinato... La conclusione a cui giunge è che i biscotti si trovano anche buoni, ma i dolci lievitati lasciano molto a desiderare (soprattutto dopo aver speso un trentello in due colombe pasquali vegan con peso specifico senz'altro superiore a quello del piombo, risultate poi impossibili da porzionare causa mancanza di attrezzatura idonea...sì insomma, in casa non avevamo la mola, errore nostro per carità!). Inizia così una serie di sperimentazioni, tutte con serio rigore scientifico (!), per ottenere dolci che non sembrino cartone pressato senza usare uova, latte, burro, zucchero bianco e lievito chimico...insomma sarebbe stato molto più utile un master alla scuola di magia di Hogwarts! Quando già familiari e amici, assaggiatori obbligati, invocavano grazia, ecco i primi risultati decenti...insomma i risultati della sperimentazione condotta dicono che...si può, anche senza bacchetta magica!